ReliPress | RELIGIOUS LIFE PRESS
Dicembre 2012

Sei tu colui che deve venire?

Dall'Algeria un pagina spirituale di un missionario del Pime

Un’amica mi scrive: «Una delle tue lettere ci ha fatto riflettere sul deserto che anche noi viviamo nel nostro ambiente. Nella quotidianità si può vivere questo sentimento di estraneità anche all’interno delle nostre famiglie e possiamo comunicare la nostra fede non condivisa solo con un sorriso, una gentilezza, un aiuto pratico. Nei nostri impegni, un fatto abbiamo rilevato, che ci tocca molto: è l’insufficiente assistenza spirituale agli handicappati e agli anziani. Anche nelle case di riposo tenute da religiose non esistono gruppi di preghiera e di condivisione della fede, al massimo qualche recita affrettata del rosario. Forse si teme di toccare l’argomento tabù principe di tutta la nostra cultura: la morte? Ora ci inginocchiamo anche noi davanti alla Nostra Vergine delle Sabbie».

Un giovane africano, scappato dal suo Paese, mi racconta che non ha nessuno al mondo. Nel viaggio verso il “Paradiso occidentale” è incappato nei “briganti” moderni che lo hanno spogliato di tutto, anche della sua dignità. Ai confini dell’Algeria è stato buttato via e lasciato con gli altri nel deserto. Tre giorni sotto il sole, seppellendo nella sabbia chi non ce la faceva più. Arrivato a Tamanrasset e poi ad Algeri, ora è assistito dall’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Acnur). Assistiamo insieme a una scena di teatro, organizzato dallo stesso organismo: due mamme rivendicano il divorzio per rendersi libere dalle prepotenze del “maschio”. Un terzo interviene e dice: «Pensate ai figli. Chi si occuperà di loro?». Il giovane comincia a piangere…

Un amico prete fidei donum mi scrive un suo momento di attesa (con qualche normale incertezza?): «Ora si apre una nuova prospettiva che mi rende pieno di gioia. C’è l’ipotesi di un ritorno in missione. Ripenso a quanto ha scritto padre Davide che ha dovuto cambiare missione: “Fare una o un’altra cosa, da un certo punto di vista è indifferente, in quanto ciò che conta è amare e farsi amare”. Chiedo anche la tua preghiera».

Attorno a noi un mondo in attesa: Tunisia, Egitto, Libia, Siria e molti altri Paesi in crisi, compresa l’Italia. Benedetto XVI il giorno dell’Immacolata ha detto: «La Vergine si è rimessa totalmente nelle mani di chi l’ha creata. Come lei, chi si rivolge a Dio trova la vera libertà, diventa chi veramente è… e grande».

Trovo e prego nel breviario: «Sei tu colui che deve venire e che viene ogni giorno, liberare le nostre vite, rianimare il nostro soffio al passaggio del tuo?».

Notizie correlate
Lascia un commento

* obbligatorio

newsletter

iscriviti alla nostra newsletter

Seguici su..