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Gennaio 2013

Promuovere una pace giusta

Il documento finale dell'assemblea dei coordinamento Vescovi Terra Santa riuniti dal 5 al 10 gennaio.

Dal 5 al 10 gennaio si è ritrovato in Terra Santa il Coordinamento vescovi per la terra santa (Bishops of the Holy Land Coordination). Le giornate sono state caratterizzate da intensi incontri con le realtà sociali locali in Israele, Territori palestinesi, Giordania e dall’incontro con le altre religioni (Qui il programma). Qui sotto presentiamo il comunicato finale (english version)

Comunicato finale 2013

Da quando i Vescovi del Holy Land Co-ordination si sono riuniti nel mese di gennaio 2012, la gente di questa regione si è trovata a vivere eventi oscuri e drammatici: il conflitto a Gaza e nel sud d’Israele, la guerra civile in Siria, che ha causato un alto numero di rifugiati in altri paesi, mettendone a dura prova le risorse, la crescente polarizzazione in Israele e Palestina. Questi sviluppi hanno causato profonda ansia in tutti gli abitanti di questa regione, in particolare negli Israeliani, Palestinesi, Ebrei, Musulmani, e soprattutto nella popolazione cristiana in calo.

Quest’anno abbiamo incontrato le comunità cristiane di Gaza, Betlemme, Beit Jala, Madaba e Zarqa. Nella valle di Cremisan abbiamo sentito parlare di battaglie legali per proteggere i terreni della popolazione locale e le istituzioni religiose dall’invasione della Barriera di sicurezza (“il muro”). Assicuriamo di continuare a sollecitare i nostri rispettivi governi affinché agiscano per prevenire questa ingiustizia. Abbiamo sentito commoventi testimonianze di religiose impegnate nella cura dei lavoratori migranti, delle persone vittime del traffico di esseri umani e dei prigionieri.

La nostra fede è stata arricchita dalla forza e dal coraggio delle persone che abbiamo incontrato: coloro con cui abbiamo condiviso una vivace celebrazione della Messa a Zarqa in Giordania; coloro si prendono cura dei più vulnerabili, come i profughi siriani e iracheni in fuga dal terrore e dalla violenza; coloro che lottano di fronte all’oppressione e all’insicurezza da una parte all’altra dei paesi che compongono la Terra Santa. Ci sentiamo spinti a promuovere una pace giusta e invitiamo le comunità cristiane nei nostri paesi di origine e le persone di buona volontà in tutto il mondo a sostenere il lavoro intrapreso in questa regione per costruire un futuro migliore. Un buon esempio sono due agenzie che abbiamo visitato: il Catholic Relief Services a Gaza e il programma per i rifugiati in Giordania gestito dalla Caritas.

Siamo anche chiamati a riconoscere e a dire agli altri come la fede in Dio porti luce nella vita della gente che vive in Terra Santa. Uno dei modi in cui ciò avviene è l’impegno della Chiesa per l’educazione, un investimento tangibile per il futuro. In nessun luogo ciò è più evidente che nell’Università di Betlemme, dove siamo stati colpiti dalle storie degli studenti, e nell’Università americana di Madaba in Giordania. Nel 2009, Papa Benedetto XVI invitò il personale e gli studenti della regione a essere costruttori di una società giusta e pacifica, composta di popoli diversi per religione e per estrazione etnica.

Assieme ai Vescovi locali, incoraggiamo un sostegno concreto per i più vulnerabili, la formazione dei giovani e ogni sforzo per la promozione della pace. Incoraggiamo i cristiani a venire in pellegrinaggio in Terra Santa per sperimentare la stessa calda ospitalità che abbiamo ricevuto. Lavoreremo strenuamente per persuadere i nostri rispettivi governi a riconoscere le cause che stanno alla radice della sofferenza in questa terra e ad intensificare gli sforzi per una pace giusta. Facciamo eco all’invito rivolto di recente da Papa Benedetto nel suo discorso al Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede: “In seguito al riconoscimento della Palestina quale Stato Osservatore non Membro delle Nazioni Unite, rinnovo l’auspicio che, con il sostegno della comunità internazionale, Israeliani e Palestinesi s’impegnino per una pacifica convivenza nell’ambito di due Stati sovrani, dove il rispetto della giustizia e delle legittime aspirazioni dei due Popoli sia tutelato e garantito. Gerusalemme, diventa ciò che il Tuo nome significa! Città della pace e non della divisione”.

Con le parole di uno dei Salmi che abbiamo pregato insieme ogni giorno: “Domandate pace per Gerusalemme” (Salmo 122, v.6).

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Firmatari del Comunicato finale:

S.E. Mons. Richard Smith – Arcivescovo di Edmonton, Canada

S.E. Mons. Joan-Enric Vives – Arcivescovo di Urgell and Andorra, Spagna

S.E. Mons. Gerald Kicanas – Vescovo di Tucson, Stati Uniti

S.E. Mons. Stephan Ackermann – Vescovo di Trier, Germania

S.E. Mons. Michel Dubost – Vescovo di Evry, Francia

S.E. Mons. William Kenney – Vescovo di Birmingham, England and Wales

S.E. Mons. Peter Bürcher – Vescovo di Reykjavik, Conferenza Episcopale del nord Europa

S.E. Mons. Declan Lang – Vescovo di Clifton, England and Wales.

 

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