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Marzo 2013

Non chiudiamoci alle novità

Nell'omelia esorta a non chiudersi in se stessi, a non rassegnarsi mai: "Non ci sono situazioni che Dio non possa cambiare, non c'è peccato che non possa perdonare se ci apriamo a Lui"

CITTA’ DEL VATICANO – Papa Francesco invita a “non chiudersi alla novità” anche quando “siamo stanchi, delusi, tristi” e “pensiamo di non farcela”. “Non chiudiamoci in noi stessi, non perdiamo la fiducia, non rassegniamoci mai”, dice ai fedeli nell’omelia della solenne veglia pasquale in San Pietro: “non ci sono situazioni che Dio non possa cambiare, non c’è peccato che non possa perdonare se ci apriamo a Lui”. “Non chiudiamoci alla novità che Dio vuole portare nella nostra vita!”

Papa Francesco entra nella basilica di San Pietro per la solenne celebrazione della Veglia Pasquale del Sabato Santo. Il rito comincia con la benedizione del fuoco nell’atrio antistante la basilica e la preparazione del cero pasquale. Poi Papa Francesco percorre la navata della basilica in processione, a luci spente, guidato dal solo cero pasquale. Al termine, all’accensione delle luci, il canto dell”Exsultet’, che dà il via alla liturgia.

“Siamo spesso stanchi, delusi, tristi, sentiamo il peso dei nostri peccati – dice ancora Bergoglio -, pensiamo di non farcela? Non chiudiamoci in noi stessi, non perdiamo la fiducia, non rassegniamoci mai: non ci sono situazioni che Dio non possa cambiare, non c’è peccato che non possa perdonare se ci apriamo a Lui”. “La novità spesso ci fa paura, anche la novità che Dio ci porta, la novità che Dio ci chiede”, afferma ancora il Pontefice commentando l’episodio delle donne che vanno al sepolcro di Gesù e lo trovano vuoto. “Siamo come gli Apostoli del Vangelo – prosegue -: spesso preferiamo tenere le nostre sicurezze, fermarci ad una tomba, al pensiero verso un defunto, che alla fine vive solo nel ricordo della storia come i grandi personaggi del passato”. “Abbiamo paura delle sorprese di Dio; abbiamo paura delle sorprese di Dio! Egli ci sorprende sempre! Il Signore è così”.

Al centro dei riti, il cero, simbolo di Cristo risorto. Durante la liturgia il Papa amministra i sacramenti dell’iniziazione cristiana (battesimo, cresima, prima comunione) a quattro neofiti adulti che provengono dall’Italia, dall’Albania, dalla Russia e dagli Usa. La messa è concelebrata dai cardinali. In Basilica il passaggio dal buio alla luce sta a simboleggiare l’ingresso della luce che è Cristo, Via, Verità e Vita, nel mondo del peccato, della solitudine e della morte.

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