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Novembre 2013

Un nuovo bagno di sangue?

Sale il rischio di un nuovo bagno di sangue nella repubblica centrafricana. Forte è l'appello di intervento della comunità internazionale

È sempre più drammatica la situazione umanitaria e di violazione dei diritti nella repubblica centrafricana. In questo mese di novembre si sono ripetuti crimini davanti ai quali sia le autorità politiche centrafricani che la comunità internazionale rimangono inermi. Lo scorso week end è stato massacrato un magistrato e all’inizio di novembre sono stati trucidati donne e bambini. L’Agenzia Misna così spiega: «Dall’inizio di novembre, dopo settimane di lento miglioramento della situazione, a Bangui sono ripresi con frequenza quotidiana atti di banditismo, violazioni dei diritti umani, uccisioni sommarie e sequestri. La procura ha aperto un’inchiesta per fare luce su questi recenti episodi di violenza mentre le autorità di transizioni hanno avviato operazioni di disarmo e accantonamento delle truppe, ma finora senza grandi risultati. La situazione è altrettanto instabile nelle zone interne del paese, in particolare nel nord-ovest, nelle località di Bouar e Bossangoa, di recente teatro di pesanti scontri tra ex ribelli e gruppi di autodifesa locale noti come milizie anti-balakas (anti-machete). Le tensioni stanno avendo sempre più una connotazione intercomunitaria e interreligiosa che preoccupa la comunità regionale ed internazionale».

P. Aurelio Gazzera ha partecipato ha un incontro Caritas dei responsabili delle nove diocesi del Paese. Ecco il suo commento a radio vaticana: « A Bossangoa (dove a fine settembre gli scontri tra i membri di Seleka e gruppi armati legati all’ex Presidente Bozizé hanno costretto alla fuga la popolazione, ci sono ancora 41 mila rifugiati (di cui 34 mila nella concessione della cattedrale). A Bangui, la capitale, da oltre una settimana ogni giorno ci sono scontri, sempre in quartieri diversi, con morti (uccisi dai ribelli della Seleka) e reazioni da parte della gente. A Bangui ho potuto incontrare alcuni quadri importanti di certe istituzioni e tutti sono molto preoccupati perché si aspettano qualcosa da un giorno all’altro».

Leggi intervista a Radio Vaticana: Centrafrica. I missionari: si rischia un nuovo bagno di sangue

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