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Dicembre 2013

Imparare gli uni dagli altri

Strasburgo si riempie di giovani in occasione del 36mo incontro europeo organizzato dalla comunità ecumenica di Taizé

Inizia oggi il 36mo incontro europeo organizzato dalla comunità ecumenica di Taizé. L’incontro, che si protrarrà fino al 1 gennaio 2014, ha luogo nella regione dell’Alsazia, al confine con Ortenau (Baden, Germania). Migliaia i giovani provenienti da tutta Europa accolti dalle parrocchie, dalle comunità locali e dagli abitanti della regione.

Saranno presenti circa 30.000 giovani di tutta l’Europa e anche di altri continenti.

La scelta di andare in Alsazia e Baden non è casuale perché sono «Terre di dialogo, dove le persone hanno appartenenze multiple, l’Alsazia e il Baden sono diventati segni di riconciliazione nel cuore dell’Europa. Strasburgo, una città arricchita dall’essere alla crocevia di culture, è diventata un importante segno di speranza, necessaria per costruire l’Europa nella solidarietà».

Papa Francesco ha inviato un messaggio ai partecipanti: «L’Europa ha bisogno del vostro impegno, del vostro coraggio e della vostra fede. La missione che vi siete prefissati per tutto il 2014 è quella di cercare la comunione visibile tra tutti coloro che amano Cristo. Voi siete coscienti che la divisione tra i cristiani rappresenta un grande ostacolo per la realizzazione della missione affidata alla Chiesa e che la credibilità dell’annuncio cristiano sarebbe assai più grande se i cristiani riuscissero a superare le loro divisioni. Il Papa condivide con voi la convinzione che sia possibile imparare molto gli uni dagli altri.»

Nell’intervista rilasciata a Radio Vaticana frére Alois, priore di Taizé ha spiegato così il senso di questo raduno annuale: «Ci sono due cose che vogliamo vivere insieme: la prima è vedere la Chiesa come una grande amicizia, che dobbiamo allargare a tutti i cristiani. Oggi dobbiamo metterci insieme, tutti i cristiani, per far capire al mondo il messaggio del Vangelo. La seconda cosa è la riconciliazione tra gli uomini. Ci sono tanti conflitti. Qui a Strasburgo, pensiamo alla riconciliazione tra la Francia e la Germania e in Europa. E questo cammino per costruire un mondo nella riconciliazione deve continuare.»

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