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Febbraio 2014

Strage di cristiani

Devastato il villaggio di Izghe, nel nord-est insanguinato dalle azioni degli estremisti islamici. Tra le vittime anche alcuni musulmani moderati

Riportiamo qui sotto la notizia dal sito del quotidiano italiano La Repubblica:

KANO (Nigeria) – Oltre cento persone sono state uccise nella notte tra sabato e domenica nell’ennesima strage di cristiani compiuta nel nord-est della Nigeria. Stavolta la furia degli estremisti islamici di Boko Haram si è abbattuta sul villaggio di Izghe, nello Stato di Borno.

I sopravvissuti hanno raccontato che i miliziani sono arrivati di sera, a bordo di camion e moto, travestiti da soldati. Hanno costretto gli uomini a radunarsi in un’area del villaggio e li hanno massacrati a colpi d’arma da fuoco e con coltelli e machete, al grido di “Allah è grande”. Poi hanno setacciato le abitazioni alla ricerca di chi si era nascosto, hanno saccheggiato magazzini e depositi di generi alimentari, hanno dato fuoco alle case e sono fuggiti nella boscaglia. Almeno 106 le persone trucidate, tra le quali anche alcuni musulmani moderati.

Nessuna resistenza, nemmeno un poliziotto o un soldato nel villaggio, nonostante gli ultimi giorni siano stati scanditi da eccidi e decine di morti nella zona. E nonostante la “guerra” dichiarata dal presidente cristiano Goodluck Jonathan a Boko Haram e la costituzione di milizie armate di autodifesa, in cui sono entrati anche musulmani moderati, da affiancare alle forze di sicurezza. Secondo alcune fonti, il massacro di Izghe è la reazione a una serie di bombardamenti aerei delle truppe regolari contro postazioni degli estremisti islamici non lontano dal villaggio, verso il confine con il Camerun.

Non ha avuto per ora nessun effetto neppure il siluramento, a metà gennaio, di tutti i vertici militari, sostituiti dal presidente nigeriano perché incapaci di fermare la furia di Boko Haram contro la minoranza cristiana del nord-est. L’offensiva lanciata in maggio per riportare sotto il controllo del governo gli Stati di Borno, Adamawa e Yobe, tutti e tre in stato di emergenza, non dà risultati.

La dinamica del massacro di Izghe è stata simile a quella dell’attacco in cui quattro giorni fa erano state uccise una quarantina di persone. E il 27 gennaio la violenza integralista si era abbattuta su una chiesa – più di venti morti – e contro un altro villaggio, sempre nel nord-est. Sabato centinaia di abitanti della città di Bama, attaccata a più riprese, erano scappati verso Maiduguri per paura di un ennesimo raid. Ad essi si sono aggiunti ora i fuggiaschi di Izghe, che attraversano a piedi la boscaglia rischiando un nuovo massacro.

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