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Novembre 2014

L’umanesimo nasce dalla fede

Il Centro studi dell’USMI, insieme alle chiese che sono in Italia si impegna nella preparazione al prossimo Convegno Ecclesiale che si svolgerà a Firenze dal 9 al 13 novembre 2015. I Vescovi lo hanno titolato: “In Gesù Cristo il nuovo umanesimo”.

Papa Francesco all’ultima Assemblea generale della CEI ha stabilito l’ottica attraverso cui guardare il Convegno di Firenze 2015. “Le difficili situazioni vissute da tanti nostri contemporanei vi trovino attenti e partecipi, pronti a ridiscutere un modello di sviluppo che sfrutta il creato, sacrifica le persone sull’altare del profitto e crea nuove forma di emarginazione e di esclusione. Il bisogno di un nuovo umanesimo è gridato da una società priva di speranza, scossa in tante sue certezze fondamentali, impoverita da una crisi che, più che economica, è culturale, morale e spirituale¹”. In questa luce, affidava al percorso di preparazione al Convegno la responsabilità di un “discernimento comunitario” capace di cogliere e comprendere la realtà e, quindi, identificare strade per governarla, mirando a rendere più giusta e fraterna la comunità degli uomini.

Lo stile di coinvolgimento all’ascolto dell’umano a cui siamo sollecitate ispira la riflessione delle pagine del presente numero di “Consacrazione e Servizio” ed è segno non tanto di un bisogno di risposta nel far fronte alle sfide contemporanee, quanto del desiderio, da parte dell’USMI, di un cammino ecclesiale che legge i segni del nostro tempo, del suo trapasso culturale, per un cambio di mentalità e di costume delle persone. Ascoltare l’umano significa vedere la bellezza di ciò che c’è, nella speranza di ciò che ancora può venire.

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Si sa, la domanda sull’uomo emerge in ogni trapasso epocale e chiede di essere indagata al fine di ricevere risposte di senso non banali o ideologiche, ma capaci davvero di interpellare le coscienze e disporle all’agire secondo criteri di giustizia e verità. Risposte concrete, vale a dire risposte pronunciate con il linguaggio della vita, perché è il parlare con la vita che offre la sintesi dinamica tra verità e vissuto, secondo le indicazioni tracciate da Cristo Gesù.

La risposta alla domanda sull’umano perciò, la Chiesa la propone non solo nei suoi documenti quanto piuttosto attraverso la sua presenza nel mondo, attraverso la sua vita, attraverso il suo agire, “donando agli uomini tutto ciò che è e che crede”, secondo la felice espressione della Dei Verbum. Soprattutto lo fa ponendo l’uomo in relazione vitale col Cristo, in modo che abbia un’autentica percezione di sé in senso pieno e integrale.

La domanda sull’uomo non può essere elusa, né accantonata come se avesse ricevuto risposte perennemente valide e scontate, che saremmo chiamati semplicemente a ripetere, senza assumerci la fatica di riformularle. È importante apprendere a iniziare processi, mobilitare risorse, combattere l’indifferenza con l’attenzione all’altro e ad altro (cf Evangelii Gaudium, 224). Ecco perché l’attitudine da richiamare non può essere altro che quella del discernimento che si realizza sempre alla presenza del Signore, e assume una forma comunionale capace di parlare il linguaggio dell’amore che Gesù ci ha insegnato, con la piena consapevolezza della profonda complessità della questione e del compito profetico irrinunciabile per noi religiose come per ogni credente.

La questione dell’uomo è domanda di senso, domanda sull’essere. Sì perché la questione dell’essere e quella dell’uomo coincidono. L’antropologia non può essere tenuta separata dall’ontologia. “E se questo è vero nella sua radicalità, dobbiamo assumerci il rischio di indicarne le conseguenze: la questione dell’uomo e quella di Dio coincidono. E non in astratto: la questione dell’io e quella del Dio di Gesù Cristo sono in ultima analisi la stessa domanda²”. “L’uomo è impastato di Dio³”, le sue coordinate esistenziali permettono di intravedere la divina trascendenza e la prossimità di amore di Dio rivelato in Cristo Gesù. Sono queste l’ordito e la trama che si intrecciano nelle profondità della persona umana (cf Gaudium et spes, 16). L’esperienza di Elia nella caverna sul monte Carmelo, come le tre Tende sul Tabor con la forte evocazione alla trascendenza e alla contemplazione si rivelano come risorsa di umanizzazione che la Chiesa non può ignorare. Ed è compito delle religiose sostenere la domanda di trascendenza, vale a dire aprire gli spazi del silenzio e della preghiera. È un’attenzione da custodire e coltivare per offrire, all’uomo del nostro tempo, il cibo della Parola (lectio divina), il sostegno dell’Eucarestia (liturgia e adorazione e eucaristica) e la compagnia nel cammino di fede (guida, accompagnamento spirituali).

E, poiché l’uomo è il luogo della domanda e il suo è un perenne domandare, la fretta della risposta non dovrà prevaricare sulla necessità di saper indagare le domande e gli interrogativi più profondi che abitano le nostre menti e i nostri cuori, come quelli delle donne e degli uomini di questo tempo. In un presente in cui gli itinerari conosciuti sembrano non aiutare più è importante non demordere dal perlustrare nuovi sentieri per rintracciare e fruire della bellezza del vangelo e formulare risposte credibili, vale a dire risposte che passano nel dar corpo alla parola: “essere testimoni di Cristo attraverso gesti di vita nuova e di umanità nuova. L’umanesimo nuovo si rintraccia imparando a inscrivere nel volto di Cristo Gesù tutti i volti, perché egli raccoglie tutti e ricompone in unità i lineamenti e le ferite.

La Chiesa perciò lungi da una riduzione umanistica della fede, è vigile nell’indicare “un uomo” chiamato a superarsi nella propria storia e oltre essa. In questo senso la Chiesa diventerà più estroversa, dovrà attrezzarsi per mostrare se stessa come esperta di umanesimo, capace di parlare all’uomo di oggi illuminandone il destino alla luce del mistero di Cristo Gesù, Nuovo Adamo, l’Uomo nuovo.

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Amiche lettrici e cari lettori il numero di Consacrazione e Servizio che avete tra mano si apre con la rubrica “Talita kum” che ci presenta la figura di Ester, donna ebrea che, alla consapevolezza esercitata dal fascino della sua bellezza, unisce un potere che ha origine anzitutto nella certezza che ogni opera coraggiosa e forte nel bene è Dio a volerla e a compierla. La preghiera che Ester innalza a Dio è di una intensità che il passare degli anni non ha per nulla affievolito.

La Rubrica “Orizzonti” richiama l’attenzione sul rapporto fra il cristianesimo e la storia e la cultura europee con il contributo di Germano Marani s.j. “Nuova Pasqua per il vecchio continente?” Il film documentario che Marani presenta, offre un’immagine non usuale di un futuro possibile: insieme Oriente ed Occidente di fronte alla “sfida” culturale comune dell’Europa.

Ad esso si affianca, quasi in complementarietà, il tema presentato da Marco Busca “Il valore formativo della liturgia. L’autore, infatti, riprende alcuni aspetti della liturgia, sotto l’angolatura della sua capacità di plasmare la nostra personalità “pasquale”.

Firme di prestigio compongono le diverse voci del “Dossier”che offre approfondimenti di un certo rilievo in ordine alla preparazione del Convegno ecclesiale Firenze 2015 “In Cristo Gesù il nuovo umanesimo”.

La riflessione si apre con il commento al salmo 8 del biblista Gianni Barbiero. “Chi è l’uomo”, diventa la domanda di fondo intorno cui si sviluppa l’intero salmo: L’uomo quale”immagine di Dio” è il suo viceré, il plenipotenziario a cui Dio affida la cura dell’universo. Nella vicenda umana, considerata come storia della salvezza, accanto alle grandi figure maschili, si trovano figure femminili che contribuiscono a volte, a loro insaputa, al mistero dell’alleanza stretta dal Signore con il suo popolo. È quanto ci offre il contributo di Marco Pavan dal titolo “Donne figure dell’alleanza”, due figure di donne Anna e di Ruth le cui vicende si configurano come una sorta di” risposta femminile” all’alleanza di Dio.

Le beatitudini, il manifesto dell’umanesimo cristiano, pone la sua attenzione su i consacrati pellegrini delle beatitudini e testimoni dell’umanità: è il tema presentato da Giuseppina Alberghina. “Il senso dell’umano nell’umano cristologico”di Antonio Zani, ci fa contemplare nel Risorto il vero Adamo progettato da Dio, come sua immagine somigliante agli esordi della storia ed ora finalmente portato a perfezione.

Il contributo di A. Toniolo “L’umano nel Vangelo” procede con le indicazioni per la nuova evangelizzazione. Evangelizzare significa creare condizioni per l’incontro libero con il Dio di Gesù Cristo, sottolineando che non c’è estraneità tra il Vangelo e l’umano.

Segue quasi come consequenziale la presentazione di “Una chiesa estroversa”di Vittorio Sozzi, che illustra il quinto Convegno ecclesiale come continuazione del percorso pastorale della Chiesa italiana; esso si celebrerà a Firenze dal 9 al 13 novembre 2015. Ad esso si accompagna il contributo di Maria Campatelli che guarda al Convegno da un’altra angolatura: “In Gesù Cristo il nuovo umanesimo: La dimensione ecclesiale”.

Chiude il Dossier l’articolo di Giuseppe Savagnone, “Un nuovo umanesimo”. In esso si mette a fuoco la problematica che il tema del convegno impone e insieme ci si augura che senza la pretesa di dare risposte definitive, la comunità cristiana prenda coscienza dei problemi che oggi si pongono e li sappia affrontare, portando il prezioso contributo del Vangelo.

C’è poi la consueta rubrica sul Film Storia di una ladra di libri; in esso, il regista sottolinea la capacità formativa e culturale della lettura e perciò dei libri.

Il Libro del mese “Donne in concorrenza” di Pierrette Daviau ed Elisabeth Parmentier, è di singolare interesse. Presentato da B. Secondin tratta di una rassegna molto stimolante sulle letture di venti secoli riguardanti una piccola scena evangelica, quella di Maria e Marta che ospitano Gesù.

Come di solito alcune Segnalazioni chiudono questo numero della Rivista.

 

1 Discorso di Papa Francesco alla 66ª Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana, 19 maggio 2014.

2 Mons. Nunzio Galatino, Simposi Rosminiani, Stresa, 27-30 Agosto 2014.

3 CEI, Invito, Convegno ecclesiale, Firenze 2015.

 

 

Fernanda Barbiero smsd
Docente di Teologia – PUU
Via R. Conforti, 25 – 00166 Roma
fernandabarbiero@smsd.it

 

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Consacrazione e Servizio

Rivista della Unione Superiori Maggiori d'Italia (USMI).

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