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Dicembre 2015

Dalla Parola le parole

Siamo veramente uomini e donne che attendono e sperano? Cosa speriamo, cosa attendiamo? E al ritorno del Signore crediamo veramente? Si tratta di domande fondamentali per vivere l’Avvento.

Matteo Ferrari, monaco camaldolese

L’Avvento è un tempo che potremmo definire “sfuggente”. Ci capita spesso anche in molte altre occasioni dell’anno liturgico di correre il rischio di dire “parole vuote”, che hanno un grande valore nella storia della teologia e della spiritualità, che in realtà sono lontane dalla nostra vita. Questo è un rischio particolarmente insidioso per l’Avvento, che parla di venuta del Signore, di attesa, di vigilanza, di speranza. Si tratta di realtà e di termini che sono sulle nostre labbra nelle catechesi sull’Avvento, nei testi liturgici, nelle omelie. Tuttavia quanto essi sanno veramente toccare e trasformare la nostra vita? Siamo veramente uomini e donne che attendono e sperano? Cosa speriamo, cosa attendiamo? E al ritorno del Signore crediamo veramente? Si tratta di domande fondamentali per vivere l’Avvento, che ogni anno dobbiamo porci.

Continua la lettura in PDF: Testimoni n. 12 -2015, pp. 19-21

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Rivista mensile di informazione, spiritualità e vita consacrata, edita dal Centro editoriale dehoniano di Bologna (Italia).

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