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Febbraio 2016

Le vie della Vita consacrata

Un sondaggio francese racconta come la vita consacrata è percepita in Francia oggi

Lo scorso dicembre è stato pubblicato su La Croix (4/12/2015) e riportato da CORREF un interessante sondaggio francese sulla vita consacrata. Esso è suddiviso in tre gruppi: il primo gruppo è costituito da 1054 persone dai 18 anni in su; il secondo gruppo è costituito soli adulti dai 18 ai 40 anni. Un terzo campione è rappresentato da 652 professi sotto i 40 anni. Questo sondaggio rappresenta uno specchio della realtà della vita consacrata in Francia e di come essa è percepita.

Alla domanda se la vita spirituale e la dimensione spirituale siano importante per la vita religiosa, il 60% dei francesi ha risposto negativamente. Perché le persone scelgono la vita consacrata? Il campione totale dei francesi risponde per la fede (52%). Le persone dai 18 ai 40 anni dicono la stessa cosa con una percentuale inferiore (47%). Per l’89% degli intervistati professi la ragione è la risposta ad una chiamata di Dio, ma questo fatto per la maggior parte dei francesi intervistati è irrilevante. Tuttavia più che una chiamata sfolgorante, si tratta per i professi di più chiamate che avvengono nel tempo.

Le ragioni per cui le persone non scelgono la vita conscrata sono tre: il desiderio della famiglia, la mancanza di fede, la paura di non essere fedeli alla scelta. Questo terzo aspetto è per i giovani professi (47%) il freno più critico e difficile.

Vi sono comunque punti di convergenza tra le tre categorie intervistate: prima di tutto si è concordi nel ritenere che la vita consacrata è una scelta di vita (mediamente il 90% degli intervistati concorda su questo), e un impegno profondo (88% per la il primo gruppo, 84 % per le persone dai 18 ai 40 anni, 96% per i professi). Così pure si è concordi nel ritenere che l’amore per Dio e l’impegno per gli altri sono due binomi che caratterizzano la vita consacrata. I voti religiosi rappresentano un punto critico per il totale degli intervistati, soprattutto la castità e la povertà.

I professi inoltre ritengono un punto critico la vita fraterna (65%) e il voto di obbedienza (80%). Tuttavia essi sono pienamenti convinti che scegliere la vita consacrata significa impegnarsi per la società civile e la costruzione di un mondo migliore (93%).

Un dato su cui riflettere è il ruolo irrilevante di internet e dei siti web per la scelta della vita religiosa. La percentuale di influenza è: 6% siti degli istituti religiosi; 3% siti di discernimento vocazionale, 2% web cattolici o di diocesi. Ciò che invece è essenziale per i professi risulta essere: l’accompagnamento spirituale (77%), un periodo di convivenza e soggiorno in un istituto religioso (72%), esercizi spirituali di discernimento.

Inoltre alla domanda:” che cosa ti ha più influenzato nella decisione di scegliere la vita consacrata”, i professi hanno risposto: la vita di preghiera e lo stile di preghiera dell’istituo religioso (82%), la vita fraterna in comunità (78%), lo stile di vita dei suoi membri (76%). In tutto questo processo di discernimento sicuramente l’accompagnatore spirituale è stato determinate per il 70% insieme ai membri dell’Istituto (50%)

Rispetto all’istituto di appartenenza vi sono elementi positivi e negativi. Tra gli elementi positivi valutati dai professi vi è l’impegno ad essere fedeli all magistero della Chiesa (60%), la preghiera e la spiritualità personale (52%), la preghiera comunitaria (48%). Gli elementi critici sono: il riposo settimanale (28%), il rapporto con il denaro (20%), la promozione vocazionale (17%), l’apertura culturale (17%).

Quali azioni intraprendere? I professi hanno risposto con tre verbi: demistificare, inspirare, consolidare. In altri termini, la via della vita consacrate è entrare nella logica dei cammini diversificati dentro la vita consacrata e il proprio istituto (Ciò significa anche dare forte peso all’accompagnamento personale e comunitario). In secondo luogo è necessario appoggiarsi sulle esperienze spirituali già presenti nella comunità cristiana (parrochia catechesi, gruppi giovanili, scout) e incarnare nell’oggi la propria proposta carismatica. In terzo luogo il futuro della vita consacrata è sempre più “in uscita”: ad esempio, incontrare i giovani e meno giovani al di fuori del contesto religioso, aprire le porte del convento, proporre esperienze spirituali.

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