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Marzo 2016

Relazioni nuove e trasformate

"La misericordia comincia in casa propria con il perdono reciproco"

Il ministro generale dell’ordine dei frati francescani, Fr. Michael Anthony Perry, ha scritto una lettera di Pasqua invitando i frati a vivere la pace e la misericordia nella vita fraterna. È a partire dalla comune vocazione di minori nella vita fraterna che si può portare pace fuori dalla fraternità e nella società: “La nostra vocazione di Minori e di Fratelli, una chiamata che inizia in ciascuno di noi e tra di noi, può irradiarsi da noi verso tutta la gente, diventando un vibrante messaggio evangelico in un tempo di divisione, di violenza e di tendenza a promuovere una politica e una mentalità di esclusione. Possiamo diventare un esempio vivente della visione cui Papa Francesco ci richiama: “L’atteggiamento fondamentale di auto-trascendersi, infrangendo la coscienza isolata e l’autoreferenzialità, è la radice che rende possibile ogni cura per gli altri e per l’ambiente, e fa scaturire la reazione morale di considerare l’impatto provocato da ogni azione e da ogni decisione personale al di fuori di sé. Quando siamo capaci di superare l’individualismo, si può effettivamente produrre uno stile di vita alternativo e diventa possibile un cambiamento rilevante nella società” (Laudato si’, 208)

Certo per i frati si impone una vita fraterna basata sulla misericordia con l’invito a “non ricordare il passato”. Fr. Michael Anthony Perry scrive: “Quest’anno celebriamo la Pasqua nel corso del Giubileo straordinario della Misericordia. L’invito del profeta a “non ricordare più le cose passate” ci impone di perdonare e accantonare tutte le vecchie ferite. Troppo spesso teniamo i nostri Fratelli prigionieri del passato. Qualcosa che hanno fatto o detto e che ci ha offeso molti anni fa continua a definire la nostra relazione con loro. Se vogliamo davvero inoltrarci nel futuro di Dio e diventare la vera fraternità che il mondo oggi reclama, dobbiamo lasciarci alle spalle queste ferite. Gesù risorto ci da la forza di perdonare (cf. Gv 20,22-23). Prestiamo attenzione alla voce di san Francesco: “Non ci sia alcun frate al mondo, che abbia peccato, quanto è possibile peccare, che, dopo aver visto i tuoi occhi, non se ne torni via senza il tuo perdono” (Lettera ad Ministro, 9). Sì, Fratelli, come Papa Francesco ci sollecita a fare: “È il tempo del ritorno all’essenziale per farci carico delle debolezze e delle difficoltà dei nostri fratelli. Il perdono è una forza che risuscita a vita nuova e infonde il coraggio per guardare al futuro con speranza” (Misericordiae Vultus, 10)”

Leggi la lettera in diverse lingue: Vi lascio la pace, vi do la mia pace

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