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Novembre 2016

La fecondità della profezia

compito di ogni governo generale è creare interazione tra radicalità e profezia

Si è aperta oggi a Roma la semestrale assemblea dell’unione dei superiori generali. Nell’aprire i lavori, p. Bruno Cadore maestro generale dei domenicani ha evidenziato come la fecondità della profezia deve essere riscoperta dentro gli istituti stessi ed è compito del governo generale promuovere le condizioni perché vi sia sinergia tra radicalità e profezia.  I superiori possono promuovere le condizioni più adeguate di questa interazione tra radicalità e profezia. Ma “come conciliare, nel ministero del superiore, la preoccupazione per la serenità e la stabilità dell’istituzione delle comunità e la preoccupazione di dare attenzione alle chiamate profetiche che possono sorgere, con il rischio di mettere in discussione l’equilibrio stabilito di una pratica istituzionale?”.  La domanda rimane aperta ma, sicuramente, la formazione permanente ha un ruolo privilegiato in tutto questo percorso.

I lavori sono proseguiti con l’ascolto di tre testimonianze:  la prima del superiore generale dell’ordine carmelitano, Fernando Millán Romeral, la seconda del ministro generale dell’ordine dei frati minori, Michael Perry, la terza di Emili Turù, superiore generale dei fratelli maristi. Essi hanno mostrato come la formazione permanente, la logica della  trasparenza e della verità (anche in campo economico), un solido rapporto di collaborazione con i laici, il non ritenersi esclusivi possessori del carisma, e la ricerca di nuovi progetti congregazionali sono segni di fecondità profetica dentro i propri istituti.

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