ReliPress | RELIGIOUS LIFE PRESS
Novembre 2016

Riformare le strutture

"Non possiamo pensare che la riforma voluta da Papa Francesco riguardi soltanto gli uffici di Curia e non intacchi la struttura dei nostri Istituti religiosi"

Per 5 giorno, dal 14 al 18 novembre, i Superiori Maggiori degli Istituti Maschili si sono ritrovati a Rimini per l’annuale assemblea generale della CISM (Conferenza italiana Superiori Maggiori). Il tema affrontato è certamente di grande attualità e oggetto di discussione in molte congregazioni sia maschili che femminili: “Riorganizzazione delle Province: esperienze, criteri, prospettive”.

Di fronte al calo delle vocazioni e l’invecchiamento dei consacrati assistiamo alla progressiva chiusura di conventi ed opere apostoliche. Durante la settimana si sono ascoltate alcune esperienza di accorpamento delle province come, ad esempio, i francescani, i scalabriniani, i passionisti, i maristi, Ne sono derivate inedite prospettive formative, di scambio di personale, di qualificazione del servizio, di collaborazione con i laici. Naturalmente timori, perplessità e paure sono sempre compagne in questo nuovo cammino. Un cammino che è una riforma delle strutture sulla scia di quanto sta chiedendo papa Franscesco. Tale riforma riguarda anche un cammino intercongregazionale, pur consapevoli delle implicazioni giuridiche e legali connessi a questo mutamento di orientamento.

Intervistato da Radio Vaticano, il carmelitano scalzo p. Luigi Gaetano, presidente della Cism (riconfermato dall’assemblea come presidente per i prossimi anni), ha spiegato: “La ragione più profonda è il bisogno di capire dove nasce e dove porta questa riorganizzazione e soprattutto verso quali prospettive ecclesiali e di relazioni nuove può condurre la vita consacrata in Italia. Credo che possiamo ritenere questa come la ragione più profonda della nostra scelta: vogliamo che la riorganizzazione non sia solo un’ideologia di cambiamento – un cambiamento che fondamentalmente rientra in un’operazione interna, in un riordino delle risorse umane, delle opere, con tutto ciò che comporta – ma invece vogliamo vivere questa assemblea nella prospettiva indicata da Papa Francesco: quella della riforma della Chiesa. Se manca questo, tutto il processo del rinnovamento rischia di essere solo autoreferenziale. La riforma è una riforma che esige un processo spirituale”. Intervistato da Riccardo Benotti dell’Agenzia Sir egli ha ulteriormente chiarito questo concetto: “Non possiamo pensare che la riforma voluta da Papa Francesco riguardi soltanto gli uffici di Curia e non intacchi la struttura dei nostri Istituti religiosi, all’interno del territorio nazionale e in particolare rispetto alla situazione delle chiese particolari dove siamo effettivamente collocati”

In chiusura dell’assemblea monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, ai 110 superiori provinciali ha auspicato di lavorare insieme fra religiosi e vescovi: “È giunto il momento di pensarci insieme, religiosi e vescovi, chiamati a essere segno di ciò che la Chiesa è chiamata a fare oggi, tempo magnifico e drammatico: lavorare insieme oppure, ognuno al proprio posto, diventare irrilevanti o dannosi”.

Notizie correlate
Novembre 2013

Fedeli al Concilio

Lascia un commento

* obbligatorio

newsletter

iscriviti alla nostra newsletter

Seguici su..