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Dicembre 2016

Benedite, non maledite

una biblica riflessione a partire dalle liturgia di capodanno

I cristiani hanno sempre legato la tradizionale festa di capodanno a qualche motivo della loro fede. Prima del Concilio si celebrava la circoncisione di Gesù, avvenuta, secondo quanto ci riferisce Luca, otto giorni dopo la nascita (Lc 2,21). Poi questo giorno è stato dedicato a Maria madre di Dio e, a partire dal 1968, il primo gennaio è divenuto, per volontà di papa Paolo VI, la “giornata mondiale della pace”. Le letture riflettono questa varietà di temi: la benedizione per iniziare bene il nuovo anno (prima lettura); Maria, modello di ogni madre e di ogni discepolo (vangelo); la pace (prima lettura e vangelo); la figliolanza divina (seconda lettura); lo stupore di fronte all’amore di Dio (vangelo), il nome con cui Dio vuole essere identificato e invocato (prima lettura e vangelo).

Benedire e benedizione sono termini che ricorrono frequentemente nella Bibbia, si ritrovano quasi ad ogni pagina (552 volte nell’AT, 65 nel NT). Fin dall’inizio Dio benedice le sue creature: gli esseri viventi perché siano fecondi e si moltiplichino (Gen 1,22), l’uomo e la donna perché dominino su tutto il creato (Gen 1,28) e il sabato, segno del riposo e della gioia senza fine (Gen 2,3).

Abbiamo bisogno di sentirci benedetti da Dio e dai fratelli. La maledizione allontana, separa, indica il rifiuto, la benedizione invece avvicina, rafforza la solidarietà, infonde fiducia e speranza.

“Il Signore ti benedica e ti protegga”: sono le prime parole che la liturgia ci fa udire in questo giorno perché ci rimangano impresse nel cuore e le ripetiamo ad amici e nemici lungo tutto l’anno.

Per interiorizzare il messaggio, ripeteremo:
“Insegnaci, Signore, a benedire chi ci insulta, a sopportare chi ci perseguita, a confortare chi ci calunnia”.

Continua la lettura: Benedite non maledite

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