ReliPress | RELIGIOUS LIFE PRESS
Dicembre 2016

Il clown di Aleppo

Anas, 24 anni faceva il clown nell’inferno della Siria per portare speranza ai bambini.

Tra le tante drammatiche storie che provengono dalla martoriata Siria, vi è la splendida testimonianza di un giovane siriano di 24 anni, Anas al-Basha.

La sua famiglia ha lasciato Aleppo nel luglio scorso, ma lui ha deciso di rimanere in città, facendo il clown con lo scopo di regalare un sorriso ai bambini, aiutandoli così ad affrontare il trauma del conflitto civile.

Ad Aleppo, secondo quanto riporta BBC, vivono 250.000 persone di cui 100.000 bambini. Una scelta rischiosa, sempre sulla strada. Ma Anas non ha avuto paura di affrontare l’orrore della guerra civile.

Anas è morto martedì 29 novembre in un bombardamento, molto probabilmente dei governativi, nel quartiere di Mashhad, nella parte orientale della città (AP).

Egli lavorava per l’associazione ONG “Space for Hope” (Spazio per la speranza), la quale promuove molte iniziative per i bambini (collabora con 12 scuole nella città e fornisce supporto psicologico a oltre 300 bambini che hanno perso un genitore o entrambi).

Anas si era sposato da pochi mesi e sua moglie è ancora intrappolata sotto i bombardamenti.

Suo fratello Mahmoud Al Basha sulla pagina facebook lo ha così ricordato: “The Russians and Assad regime killed my brother Anas. Anas who refused to leave Aleppo and decided to stay there to continue his work as a volunteer to help the civilians and give gifts for the children in the streets to bring hope for them. All what Anas wanted is to bring happiness to the children of Aleppo. Anas is not a terrorist! He is an active member of the civil society who worked days and nights to bring a smile to the syrian children. He lived to make children laugh and happy in the darkest most dangerous place on this world. I was not able to say the last farewell even my family for him because of Aleppo city is under seige since 112 days. I am proud of you my brother, GOOD BYE DEAR . May you rest in peace better than brought kindness in a cruel world”.

Lascia un commento

* obbligatorio

newsletter

iscriviti alla nostra newsletter

Seguici su..