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Dicembre 2016

Ripensare l’economia

Dal 25 al 27 novembre scorso, il II simposio degli economi. Un compito non delegabile a qualcuno, ma una sfida per tutti.

Dal 25 al 27 novembre scorso si è svolto a Roma il II Simposio internazionale per economi, organizzato dal Dicastero vaticano “Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica”. I tema del simposio “Nella fedeltà al carisma ripensare l’economia degli Istituti di Vita consacrata e le Società di vita Apostolica”, è stato articolato in cinque sessione all’interno di un ricco programma.

Erano presenti circa 1000 economi ed econome generali con lo scopo di continuare la riflessione sull’amministrazione dei beni nel 2014, in seguito al quale il Dicastero vaticano aveva prodotto il documento: linee orientative per la gestione dei beni.

Anche Papa Francesco ha inviato un messaggio per questa occasione dicendo tra l’altro: “Ripensare l’economia richiede competenze e capacità specifiche, ma è una dinamica che riguarda la vita di tutti e di ciascuno. Non è un compito delegabile a qualcuno, ma investe la responsabilità piena di ogni persona. Anche qui siamo di fronte ad una sfida educativa, che non può lasciare fuori i consacrati. Una sfida che certo in primo luogo tocca gli economi e coloro che sono coinvolti in prima persona nelle scelte dell’istituto. A costoro è richiesta la capacità di essere astuti come i serpenti e semplici come le colombe (cfr Mt 10,16). E l’astuzia cristiana permette di distinguere fra un lupo e una pecora, perché tanti sono i lupi travestiti da pecore, soprattutto quando ci sono i soldi in gioco!”

Nel comunicato stampa redatto al termine del simposio sono indicati anche alcuni criteri per le scelte future: «Fedeltà al carisma: uso delle opere e delle risorse dell’Istituto al servizio del carisma.

Tutela dei beni ecclesiastici: salvaguardia del patrimonio stabile (e, quindi, del complesso dei beni necessari per garantire l’autosufficienza economica e la sopravvivenza dell’Istituto, nonché per agevolare il conseguimento dei suoi fini).

Sostenibilità delle opere: intesa come necessità di esame preventivo e verifica in merito alla capacità delle opere di mantenere, nel contempo, fedeltà al carisma ed equilibrio economico.

Capacità di render conto: indicare gli obiettivi e specificare le modalità operative per raggiungerli; rispetto della disciplina canonica e civile; attitudine a rendere conto dei risultati di gestione.

Povertà: uso dei beni secondo le finalità a cui sono destinati; distacco da una concezione proprietaria dei beni.

«Da tali criteri , possono essere ricavate alcune indicazioni operative, da declinare secondo le specifiche caratteristiche degli Istituti, con particolare riferimento a natura e attività svolte, dimensione e articolazione, contesto territoriale di operatività, legislazione statuale applicabile e scelte organizzative adottate».

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