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Gennaio 2017

Martiri nel quotidiano

L’Agenzia fides pubblica il rapporto sugli operatori pastorali uccisi nel 2016

Come ogni anno, l’Agenzia Fides pubblica un rapporto sugli operatori pastorali uccisi. Pur precisando che non vengono denominati martiri in senso stretto perché ciò è un giudizio che compete alla Chiesa, tuttavia riconosce in essi la loro dedizione al Vangelo fino alla fine.

Nel 2016 sono stati uccisi 28 operatori pastorali: 14 sacerdoti, 9 religiose, 1 seminaristi, 4 laici. È cresciuto in modo esponenziale il numero delle religiose assassinate. L’America detiene il triste primato del maggior numero di vittime. Segue l’Africa dove sono stati uccisi 8 operatori, in Asia 7 e in Europa 1 sacerdote.

Anche nel 2016, secondo le informazioni dell’Agenzia Fides, i motivi delle uccisioni sono spesso futili: o in seguito a tentativi di rapina e furto, ma anche per fondamentalismo religioso come nel caso delle quattro missionarie della Carità assassinate in Yemen. Oppure per la denuncia contro atti di ingiustizia e narcotraffico come in Messico.

La ferocia e il contesto di degrado e povertà contrassegnano tutte gli atti di barbarie compiuti verso i missionari che stavano svolgendo la loro missioni in condizioni di semplicità, servizio, dedizione ed abnegazione. Una vita normale, spezzata dalla brutalità di persone senza scrupoli.

Le notizie sono scarse e frammentate ma si può scaricare e leggere il rapporto di Fides a questo link: Gli operatori pastorali uccisi nell’anno 2016.

Secondo le fonti vaticane negli anni 1980-1989 sono stati uccisi 115 missionari. Nel decennio 1990-2000 sono stati assassinati 604 missionari (il numero è elevato a causa del conflitto in Rwanda nel 1994). Dal 2001 al 2015 il totale degli operatori uccisi è di 365.

“I martiri di oggi – ha più volte Papa Francesco affermato – sono in numero maggiore rispetto a quelli dei primi secoli”

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