ReliPress | RELIGIOUS LIFE PRESS
Gennaio 2017

Parole di speranza

Discorso di Papa Francesco al corpo diplomatico.

Come è consuetudine, all’inizio di ogni anno Papa Francesco convoca gli ambasciatori accreditati presso la santa sede per gli auguri. In questa occasione vengono delineate alcune linee di azione sociale e politica della Santa sede.

Gli stati che intrattengono relazioni diplomatiche con la santa sede sono 182. Il 9 dicembre 2016 scorso si sono allacciate relazioni diplomatiche con la Repubblica islamica di Mauritania. A questi Stati vanno aggiunti l’Unione Europea e il Sovrano Militare Ordine di Malta.

Il discorso di Papa Francesco pronunciato lunedì 9 gennaio 2017 è stato dedicato al tema della sicurezza e della pace “poiché nel clima di generale apprensione per il presente e d’incertezza e di angoscia per l’avvenire, nel quale ci troviamo immersi, ritengo importante rivolgere una parola di speranza”.

Non si tratta solo di parole, ma anche di indicare un cammino concreto verso la pace. Vi sono stati passi concreti di pace come l’incontro ecumenico a Cuba con il Patriarca Cirillo di Mosca, i viaggi apostolici in Armenia, Georgia e Azerbaigian.

Il terrorismo fondamentalista

Ma bisogna lottare fermamente contro il terrorismo di matrice fondamentalista: “Si tratta di una follia omicida che abusa del nome di Dio per disseminare morte, nel tentativo di affermare una volontà di dominio e di potere. Faccio perciò appello a tutte le autorità religiose perché siano unite nel ribadire con forza che non si può mai uccidere nel nome di Dio. Il terrorismo fondamentalista è frutto di una grave miseria spirituale, alla quale è sovente connessa anche una notevole povertà sociale”

Ai leader religiosi e politici compete il compito di combattere questa piaga. Ai primi spetta il compito di trasmettere valori religiosi che non ammettano contrapposizione tra amore di Dio e del prossimo. Ai secondo garantire il diritto alla libertà religiosa

I migranti

Un secondo aspetto che riguarda il tema della sicurezza e della pace è la questione dei migranti. Una politica di chiusura è indegna per ogni persona: “Non si può ridurre la drammatica crisi attuale ad un semplice conteggio numerico. I migranti sono persone, con nomi, storie, famiglie e non potrà mai esserci vera pace finché esisterà anche un solo essere umano che viene violato nella propria identità personale e ridotto ad una mera cifra statistica o ad oggetto di interesse economico”. E continua “Tutti dovrebbero sentirsi costruttori e concorrenti al bene comune internazionale, anche attraverso gesti concreti di umanità, che costituiscono fattori essenziali di quella pace e di quello sviluppo che intere nazioni e milioni di persone attendono ancora. Sono perciò grato ai tanti Paesi che con generosità accolgono quanti sono nel bisogno, a partire dai diversi Stati europei, specialmente l’Italia, la Germania, la Grecia e la Svezia”.

Bambini e giovani

Un ulteriore tema sono i bambini e i giovani il “futuro”: “I bambini e i giovani sono il futuro, sono coloro per i quali si lavora e si costruisce. Non possono venire egoisticamente trascurati e dimenticati. Per tale ragione, ritengo prioritaria la difesa dei bambini, la cui innocenza è spesso spezzata sotto il peso dello sfruttamento, del lavoro clandestino e schiavo, della prostituzione o degli abusi degli adulti, dei banditi e dei mercanti di morte”.

ll commercio di armi

Il commercio delle armi rappresenta un grave ostacolo alla pace. Papa Francesco afferma che gli armamenti convenzionali nelle aree di conflitto aumentano l’insicurezza e la paura. Così pure gli esperimenti condotti nella penisola coreana oltre a destabilizzare la penisola creano inquietanti interrogativi per la comunità internazionale nella corsa agli armamenti.

La via della solidarietà

Che fare allora? Papa Francesco indica la via della solidarietà. La santa sede e la Chiesa tutta deve impegnarsi di più a sostenere fattivamente tutti gli sforzi per costruire la pace, la sicurezza. Importanti sforzi sono stati fatti come in Colombia e tra Cuba e gli Stati Uniti. Ma non basta. Il Medio Oriente ha bisogno di gesti coraggiosi di pace (Siria, Iraq, Israele e Palestina). In America Latina il Venezuela la crisi politica sociale e economica è un pesante macigno per la popolazione. In Africa si deve fare di più per la convivenza civile in Sudan, Sud Sudan e Repubblica Centrafricana. In Europa se positivo è l’accordo per il processo di riunificazione di Cipro, in Ucraina bisogna percorrere con determinazione la via della pace.

Aggiornare l’idea di Europa

Al Papa sta a cuore molto il futuro dell’Europa. Egli scrive: “L’Europa intera sta attraversando un momento decisivo della sua storia, nel quale è chiamata a ritrovare la propria identità. Ciò esige di riscoprire le proprie radici per poter plasmare il proprio futuro. Di fronte alle spinte disgregatrici, è quanto mai urgente aggiornare “l’idea di Europa” per dare alla luce un nuovo umanesimo basato sulle capacità di integrare, di dialogare e di generare, che hanno reso grande il cosiddetto Vecchio Continente. Il processo di unificazione europea, iniziato dopo il secondo conflitto mondiale, è stato e continua ad essere un’occasione unica di stabilità, di pace e di solidarietà tra i popoli. In questa sede non posso che ribadire l’interesse e la preoccupazione della Santa Sede per l’Europa e per il suo futuro, nella consapevolezza che i valori su cui tale progetto, di cui quest’anno ricorre il sessantesimo anniversario, ha tratto la propria origine e si fonda sono comuni a tutto il continente e travalicano gli stessi confini dell’Unione Europea”.

La cura del creato

Un aspetto particolare affrontato da papa Francesco è il rapporto tra pace e creato: “Edificare la pace significa anche adoperarsi attivamente per la cura del creato. L’Accordo di Parigi sul clima, entrato recentemente in vigore, è un segno importante del comune impegno per lasciare a chi verrà dopo di noi un mondo bello e vivibile. Auspico che lo sforzo intrapreso in tempi recenti per fronteggiare i cambiamenti climatici trovi una sempre più vasta cooperazione di tutti, poiché la Terra è la nostra casa comune e occorre considerare che le scelte di ciascuno hanno ripercussioni sulla vita di tutti.”

Pace come dono, impegno e sfida

A conclusione del suo discorso Papa Francesco così scrive: “la pace è un dono, una sfida e un impegno. Un dono perché essa sgorga dal cuore stesso di Dio; una sfida perché è un bene che non è mai scontato e va continuamente conquistato; un impegno perché esige l’appassionata opera di ogni persona di buona volontà nel ricercarla e costruirla”

guarda il video su youtube.com
Condividi
email whatsapp facebook twitter google plus
Lascia un commento

* obbligatorio

newsletter

iscriviti alla nostra newsletter

Seguici su..