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Gennaio 2017

Rileggendo il passato

Lettera del Consiglio generale dei comboniani per il 150mo di fondazione

Il 2017 rappresenta un anno importante per tutta la famiglia comboniana. Si tratta di un anno che ricorda il 150mo anniversario della fondazione dell´Istituto ad opera di Daniele Comboni, avvenuta il 1 giugno 1867.

Per l’occasione il consiglio generale ha scritto una lettera articolata in tre momenti.

Uno sguardo al passato

Prima di tutto vi è uno sguardo al passato, andando con la memoria ai primi passi di fondazione. Viene ricordato come alla morte del Fondatore i missionari erano molto pochi tanto che “si contavano sulla dita di una mano”. Tuttavia grazie a loro, all’inizio del 19mo secolo l’istituto poteva contare 18 sacerdoti, 21 fratelli e 21 studenti in formazione.
Lo sguardo al passato è anche memoria della chiamata di Comboni, che ha voluto dedicare la sua vita ad annunciare il vangelo ai popoli africano sia ascoltando i missionari che provenivano dall’Africa ma anche la testimonianza dei martiri in Giappone. Il passato è ricco di esperienza di uomini e donne che hanno dato la vita per la missione e il vangelo e, di questo, l’istituto non può che rendere grazie.

Il cammino presente

Uno secondo passo è guardare il presente. Il consiglio generale scrive: “dopo un secolo e mezzo, continuiamo a essere un istituto piccolo: stando alle statistiche non abbiamo mai superato nella nostra storia i duemila membri, ma questo non deve scoraggiarci, anzi deve spronarci a essere fedeli testimoni della bontà e della misericordia di Dio fra gli ultimi, quelli che la società ha dimenticato”. Dunque, il presente è imbevuto della spiritualità della piccolezza, che è anche un riconoscere le incoerenze e i peccato personali e istituzionali dell’Istituto.

La piccolezza è anche vedere lo stato di povertà e ingiustizia che si trovano ad affrontare tanti missionari: tanti croci sul cammino.

Essere piccoli significa anche intraprendere la strada dell’altro: abbiamo bisogno gli uni degli altri ed è quindi importante lavorare in rete.

Verso un futuro di speranza

Un ultimo passo è guardare avanti. L’atteggiamento è pieno di speranza. Guardare avanti significa percorrere con decisione il cammino dell’interculturalità, della ministerialità e della riorganizzazione interna, in vista di una riqualificazione nel servizio della Chiesa e della società: “In questo 150mo anniversario di fondazione, desideriamo ricordare ciò che tutti noi abbiamo a cuore, facendo nostre le sfide proposte come l’interculturalità, la ministerialità, la riorganizzazione”.

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