ReliPress | RELIGIOUS LIFE PRESS
Febbraio 2017

Religiose americane contro Trump

Dura presa di posizione della Conferenza della religiose degli Stati Uniti (LCWR) rispetto alle decisioni del presidente degli Stati Uniti Trump in materia di immigrazione e rifugiati.

La Conferenza delle Congregazione religiose femminili è costituita da circa 1300 membri e dà voce a 38,800 religiose degli Stati Uniti. In un comunicato diramato dal suo ufficio stampa, suor Annmarie Sanders, IHM scrive:

“Siamo profondamente preoccupate per gli ordini esecutivi dell’amministrazione in materia di immigrazione e di rifugiati, che servono solo a minacciare le comunità ai confini, costringere i nostri immigrati a vivere nell´ombra, e mettere in pericolo coloro che fuggono per la violenza. Questi sbagliati ordini esecutivi non rendono le persone più sicure e potrebbero produrre un effetto opposto”.

Le religiose spiegano che per rendere sicura la nazione non serve militarizzare le città costruendo muri, ma è più utile investire in salute, educazione e programmi sociali

L’azione di Trump, si legge nel comunicato, distrugge la fiducia e pone costantemente a rischio di vulnerabilità le persone immigrate.

Le religiose sono anche sconvolte (“we are appaled”) per la decisione di vietare l’ingresso ai residenti di sette Paesi affermando che “l’amministrazione Trump ha costretto tutte noi a voltare le spalle a famiglie che sono letteralmente in pericolo di vita”.

Le religiose si oppongono a questa decisione e continuano a essere accanto ai rifugiati e lavorare con le persone vulnerabili, perchè questa è la dinamica evangelica (Mt 25,35.40): “ci opponiamo con forza ai tentativi del presidente Trump di limitare la nostra capacità di ascoltare la chiamata di Dio ad accogliere lo straniero (Mt 25,35) e di prendersi cura di chi ha più bisogno (Mt 25,40) e siamo particolarmente preoccupate per le regole e regolamenti che negano l’accesso ai rifugiati a causa della loro religione, razza o nazionalità. Si tratta di una violazione della nostra fede e di ogni norma di umanitaria”.

 

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