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Julio 2017

Il discernimento vocazionale nella Scrittura

Il discernimento si rivela decisivo, in modo particolare, di
fronte alla necessità di distinguere la «fonte» di una parola che si presenta come proveniente da Dio. È questa la particolare angolatura attraverso la quale la Scrittura offre un «ritratto» del discernimento che può essere (o deve essere) in qualche modo «normativo» per il discernimento vocazionale.

Con l’espressione «discernimento vocazionale» si designa quell’operazione particolare attraverso la quale una persona verifica l’autenticità della coscienza di essere stati, in qualche modo, chiamati da Dio ad aderire ad una forma specifica di consacrazione nella Chiesa1 . Tale discernimento viene messo in atto, solitamente, dal chiamato stesso e – in un secondo momento o contemporaneamente – da persone incaricate di accertare la fondatezza di tale chiamata, in modalità e tempi che possono variare. Questa forma di discernimento si misura, perciò, con uno degli eventi più misteriosi e centrali della vita di una persona e, più specificamente, del credente – quello del manifestarsi di un invito o di un comando divino che riorienta completamente la sua esistenza, indicandone lo stato di vita e l’identità per cui è stato, da sempre, pensato.

È possibile interrogare la Scrittura su una realtà così specifica come il discernimento vocazionale? A prima vista, tale interrogazione appare fuori luogo, dato che situazioni esplicite di «discernimento vocazionale» non sono testimoniate nei testi biblici. È possibile, però, identificare una serie di passaggi che riguardano sia la realtà della «vocazione» in sé (lato soggettivo) che del discernimento (lato oggettivo) – i primi legati alla persona destinataria della chiamata divina, i secondi rivolti, più in generale, ai credenti nell’esercizio dell’intelligenza della fede.

L’analisi congiunta di questa doppia serie di testi e del vocabolario in essi utilizzato potrebbe aiutarci ad ottenere dalla Scrittura un certo «ritratto» di quello che oggi chiamiamo discernimento vocazionale. Nei due brevi paragrafi che seguono ci concentreremo sul secondo aspetto – quello oggettivo – della questione, focalizzando ed analizzando brevemente i testi che parlano del discernimento in quanto tale. Otterremo così una sorta di piccolo «schizzo» sul discorso biblico circa questa realtà, schizzo che può certamente essere ampliato, completato e precisato ma che offre già – almeno così speriamo – un prima risposta alla domanda che ci siamo posti. Il punto di partenza per ordinare e raccogliere i testi di cui parliamo è il passaggio-chiave per il nostro argomento di 1 Gv 4,1: «carissmi, non credete a tutti gli spiriti ma mettete alla prova (dokimazete) gli spiriti, per verificare se sono da Dio». Il verbo dokimazo, con tutte le sue sfumature, funzionerà da bandolo per iniziare a sbrigliare la matassa.

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Consacrazione e Servizio

Rivista della Unione Superiori Maggiori d'Italia (USMI).

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