ReliPress | RELIGIOUS LIFE PRESS
Ottobre 2017

Discernimento interculturale

Una riflessione a tutto campo sull’urgenza inderogabile di comunità religiose realmente interculturali. Centrale, in queste comunità, la figura del formatore. Dall’esperienza dei superiori generali, però, le difficoltà, le questioni aperte e i passi da compiere sono forse ancora più numerosi dei risultati positivamente raggiunti.

Nulla di più attuale, urgente e problematico insieme, per dei superiori generali degli ordini e istituti religiosi, di un tema come quello del discernimento vocazionale in un mondo interculturale. A questo specifico tema è stata dedicata l’ultima assemblea semestrale USG, al Salesianum di Roma, dal 24 al 26 maggio u.s. Come sempre, il tema è stato oggetto di relazioni, di testimonianze, di gruppi linguistici, di confronti ai tavoli in aula.

Interculturalità e cattolicità, ha detto il superiore generale dei gesuiti Arturo Sosa, in apertura della prima relazione, sono due temi complessi che chiamano direttamente in causa anche la vita consacrata. Chiarito il concetto “relazionale” di cultura e di inculturazione, ha poi precisato subito che ci si dovrebbe attentamente cautelare di fronte alla tentazione di considerare il carisma come qualcosa di “intangibile ed immutabile”, quasi fosse una realtà esterna e diversa dalle culture delle persone che lo vivono.

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Rivista mensile di informazione, spiritualità e vita consacrata, edita dal Centro editoriale dehoniano di Bologna (Italia).

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