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Dicembre 2017

Ho pianto con i Rohingya

Per dialogare, ha detto, occorre una “apertura del cuore”. Così, con uno stile rispettoso, ma sincero, davanti al Corpo diplomatico, le autorità dello stato, i rappresentanti della società civile, ha mandato a tutti un messaggio cristallino e inequivocabile.

Fabrizio Mastrofini

Il Myanmar può e deve essere la casa di tutti coloro che la considerano propria casa. Alla prima prova impegnativa, Papa Francesco davanti al Corpo diplomatico, le autorità dello stato, i rappresentanti della società civile, manda un messaggio cristallino. Almeno per chi legge. Sarà altrettanto evidente per chi avrà ascoltato? E per l’opinione pubblica birmana?

Testimoni

Rivista mensile di informazione, spiritualità e vita consacrata, edita dal Centro editoriale dehoniano di Bologna (Italia).

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